Il Natale di Pulcinella

scritto da Italo Rapacciuolo
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
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Auguro a tutti un Buon Natale e tanta serenità.
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Testo: Il Natale di Pulcinella
di Italo Rapacciuolo

Quella sera Pulcinella era triste, era la vigilia di Natale ed era solo. Camminava per strada, lo salutavano tutti, lui rispondeva con un sorriso una battuta ma dentro era malinconico e affamato, nessuno lo invitava al cenone, erano tutti distratti dalle compere e i regali.
Si avviò sotto il ponte dove dormiva, tirò la coperta, trovò un attimo di tepore di casa, una casa che non aveva mai avuto. 
Sognò una bella casetta dove c'era una Pulcinella che si prendeva cura di lui, fu un sogno breve ma intenso. Sì svegliò di soprassalto, un cagnolino abbaiava al suo orecchio destro.

E tu chi sei? Sono un beagle, il mio padrone mi ha abbandonato. Ma tu parli? Sì, la fata del Natale mi ha dato una voce per aiutarti. Ha avuto compassione di te, ti ha visto solo e affamato, bisognoso di una compagna e mi ha mandato da te.
Comm staie pullecenè? Nu sto buon, sono infreddolito, affamato e avrei bisogno di una Pulcinella d'amare. Allora viene con me ti accompagno in un bel posto.
Pulcinella seguì il beagle, e camminarono per ore fino ad arrivare nella pineta del Vesuvio. Dovete sapere che la pineta è vasta e intricata, ma il cane era sicuro dove andare. A un certo punto si fermò, Pulcinella era stanco, trovò delle bacche e un po' si saziò. 

Adesso dobbiamo salire, fatti forza mezz'ora di cammino e siamo arrivati. Salirono, si arrampicarono, a un certo punto Pulcinella stava per precipitare e riuscì ad aggrapparsi a un ramo di un pino.
I piedi strisciavano e alzavano polvere e cenere, era stanco, il cagnolino invece sempre pimpante lo incitava. Quando da lontano scorsero una luce e una casetta su una pendice, Pulcinella diede un respiro di sollievo. Era una casetta di legno e il comignolo fumante.

Bussarono, aprì la Pulcinella del sogno, anche lei vestita di bianco e la maschera, ma dal cappello fuoriscivano bei capelli scuri e lucenti. In un angolo della casetta c'era la madre che guardava un telequiz.
La bella Pulcinella rimase meravigliata della visita, diede una scodella d'acqua al beagle, e salutò con affettuoso abbraccio Pulcinella.
Ti aspettavo da tanto lo sai, gli disse, la fata della pineta l'aveva predetto: "verrà un Pulcinella come te e t'innamorerai, e finalmente il tuo sogno si avvererà"

Parlarono tanto, lei gli racconto che il padre era caduto nel cratere del Vesuvio durante una battuta di caccia. Ero nata già con la maschera, i miei mi accettarono com'ero, la maschera non si toglie e naturalmente nessuno può vedere le mie espressioni.
In città non mi hanno accettata mi guardavano come fossi in mostro, un alieno, a scuola mi bullizzavano. Così mio padre decise di costruire una casetta sulle pendici del Vesuvio. Siamo  rimaste io e mia madre, abbiamo un orto e una piccola vigna, quel po' di campagna ci dà da vivere. 

I polli ci danno le uova e la carne carne, i conigli giocano per la casa e il cortile, ma qualcuno ogni tanto salta nel forno a giocare con le patate. Pulcinella le disse che campava alla giornata, quello che racimolava facendo il buffone gli servano per mangiare.
Mentre parlavano le mani s'incontrarono fino a carezzarsi. Pian piano presero confidenza, fino a sentire il loro cuore battere all'unisono, poi un timido bacio.
Così per incanto la maschera della bella Pulcinella spari, e finalmente i suoi bellissimi occhi, che da neri divennero un verde natura, intenso. Pulcinella rimase basito e si tolse anche lui la maschera. Si guardarono negli occhi, e fu profonda passione.

Nella casetta l'albero non c'era, ma c'era un creativo presepe che aveva costruito lei insieme alla madre. "Te piac u prisep...me piace, me piac" rispose Pulcinella. La sera cenarono, anche il beagle con la sua scodella, a mezzanotte misero il bambinello nella mangiatoia. Nacque Gesù quella notte, e nacque anche nei loro cuori colmi di amore vero, sincero. Una luce si diffuse da quella casetta sulle pendici del Vesuvio, una luce fatta d'armonia, rispetto e comprensione. E i due vissero smascherati e contenti, con la madre e il beagle che incontrò una bigolina, e anche lui s'innamorò.






Il Natale di Pulcinella testo di Italo Rapacciuolo
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